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Date: giovedì, 28 febbraio 2008
Time: 12:34
In:

si è vero, non ho scritto più niente. ma ci sono per tutti dei momenti così, no? momenti in cui non si ha molto da dire, in cui non si ha voglia di dire. momenti uguali ad altri momenti, che quindi ci portano alle stesse emozioni, in cui arriviamo alle stesse conclusioni dopo aver fatto gli stessi ragionamenti. momenti in cui passi intere giornate nella solitudine completa, e poi arrivi a casa e tecnicamente dovresti aver voglia di sentire, di parlare con qualcuno, di comunicare i tuoi pensieri. e invece arrivi a casa e non hai voglia di fare niente, non hai voglia di parlare.
forse perchè certe parti della tua vita principalmente ti annoiano. e quindi aspetti, aspetti, che succeda qualcosa. aspetti perchè non hai niente da dire.
io sto aspettando di avere qualcosa da dire.


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Date: giovedì, 14 febbraio 2008
Time: 09:42
In:

che bello che è nelle ore di lezione continuare i disegnini che qualcun'altro nelle ore prima ha cominciato sul banco. e' uno dei modi per passare il tempo..anche se il modo migliore per impiegarlo questo tempo sarebbe seguire, effettivamente.

che bello che è essere fermati ogni 3x2 da 'volantinanti'. e poi si stupiscono se siamo scontrosi, se non gli rispondiamo, se non prendiamo il milionesimo volantino del giorno. dopo la mia primissima settimana all'università tornavo a casa con la borsa talmente piena di volantini da poterci tappezzare venti case. poi mi sono fatta furba, e mi butto dentro la borsa, facendo finta di cercare qualcosa, o faccio finta di parlare al telefono tenendo qualcos'altro nell'altra mano, o mi giro dall'altra parte. quando invece sono senza forze semplicemente non li considero e tiro avanti. temo che prima o poi si organizzeranno e tenderanno a tutti noi delle trappole..

che bello che è essere fermati ogni 3x2 da persone che ti chiedono dove sia un'aula o una via. e se per caso non lo sai (cosa che succede il 99% delle volte) ti dicono scazzati 'com'è possibile che tu non lo sappia???' ma cazzo, sei tu il primo a non saperlo, cosa vuoi dalla mia vita!

che bello che è passare 2 ore e mezza in solitudine (a parte casi rari) (e senza contare le ore di lezione+ quelle sul treno o alla stazione in attesa). hai tutto il tempo per pensare, per fare ciò che vuoi, per cazzeggiare, per andare avanti e indietro inutilmente.
i miei migliori amici in questi 'momenti'  sono il caffè, le cicche, la musica, il city/leggo/metro, i 'volantinanti', i piccioni che mangiano le briciole lasciate dal mio panino. piccioni che alla fine sono simpatici, basta conoscerli un po', essere cortesi, e alla fine è facile farseli amici.

certe volte mi sento così sola che vorrei una parola più grande, più lunga, per dirlo


canna88 | commenti (5) | link


Date: lunedì, 11 febbraio 2008
Time: 19:04
In:

mi sono rotta un'unghia
pareche questa frase crei scompiglio e stupore, se a dirla sono io. ma perchè????
forse non sembro una donna fine che può rompersi un'unghia? o forse si pensa che le mie unghie siano 'inrompibili'?
insomma, è così astruso che io possa dire una cosa del genere? amici e amiche si, è così astruso. perchè dopo averla detta mi è stato detto 'non pensavo che avresti mai detto una cosa simile'!
massì, alla fine è una cazzata. oggi cmq è una giornata no: a parte il fatto che stamattina sono scivolata sul bagnato, in mezzo ad orde di liceali che uscivano dalla stazione, e conseguentemente caduta, dicevo a parte questo fatto, non riuscivo ad obliterare quel cacchio di biglietto: dopo 7 prove giunge un amico che al primo colpo ce la fa..dopodiche mi dà il biglietto e io dopo 3 secondi l'ho perso dalle mani; quel biglietto doveva odiare la sua vita, perchè dopo essersi gettato dalla mia mano, si è suicidato, buttandosi sul binario, tre secondi prima che il treno giungesse e lo coprisse con la sua figura, con il conseguente acquisto di un nuovo biglietto..ho speso 12 euro..giusto il doppio, essendo quel biglietto andata e ritorno.
trovo che la giornata sia cominciata nel migliore dei modi


canna88 | commenti (5) | link


Date: venerdì, 08 febbraio 2008
Time: 09:07
In:

io continuo a sognare coccodrilli.. e non capisco perchè: non è che io abbia una fobia, o chissà che paura! quest'effetto me lo fanno i serpenti. per cui, siccome i coccodrilli mi perseguitano, sono andata a cercare qualcosa sull'interpretazione dei sogni..

Il coccodrillo che appare  nei sogni è una visione che provoca turbamento oltre ad  una serie di interrogativi legati  al suo aspetto "alieno",  del tutto sprovvisto della morbidezza  e del calore dei mammiferi, e per il quale difficilmente si prova  tenerezza o attrazione.  

Può accadere tuttavia che, accanto alla paura, emerga una sorta di fascinazione per quegli attributi e quelle reazioni così istintive e  primitive, e  che paiono vibrare con  aspetti dell'individuo altrettanto primitivi  originati nel cervello rettiliano. Il cervello rettiliano percepisce la realtà secondo i bisogni fondamentali: mangiare, bere, accoppiarsi, riprodursi, e secondo istinti di difesa o di aggressione. La parte mentale, razionale,  mediata dalla civiltà, dall'educazione e dalla coscienza è estranea al  cervello rettiliano, che reagisce  in base a stimoli  sensoriali.

Nei sogni, il coccodrillo può rappresentare proprio questa parte "antica e primitiva", non civilizzata, l'istintualità più rinnegata che la censura interna adotta come immagine simbolica.

Nell'antichità, ed in genere nelle culture orientali, il  coccodrillo veniva  venerato come  psicopompo come simbolo dei defunti e  divoratore delle anime indegne, come signore della materia e delle acque,  sostegno della terra.  Nelle civiltà Maya ed Atzeche, era accostato al giaguaro, espressione di energie sotterranee, ma fecondanti, unione dell'elemento acqueo e di quello veloce e bruciante del fuoco

Questo aspetto di ferocia,  di aggressività e  voracità del coccodrillo va considerato nell'analisi dei sogni, così come va considerato il  suo essere anfibio ed appartenere agli elementi della terra e dell'acqua. Una duplicità che lo rende espressione sia della fecondità e del mondo emozionale rappresentato dalle acque e dalla terra, e quindi simbolo  di vita, che espressione di distruzione, malvagità, annientamento, morte.

La dicotomia che il coccodrillo incarna nei sogni  molto spesso  è manifestazione di un tentativo di equilibrare le istanze più istintive e più spontanee della psiche con i contenuti della coscienza.

Ma la sua immagine onirica può anche rappresentare  ciò che di falso, nascosto e infido circonda il sognatore,  fare riferimento ad una persona da cui guardarsi, o a sensi di colpa tardivi e superficiali (si dice "piangere lacrime di coccodrillo").

non che io creda a queste cose..anche perchè da tutto ciò dovrei dedurre che sono incinta, che qualcuno attorno a me sta tentando di pugnalarmi alle spalle, che ho degli istinti ch sto sopprimendo, che attorno a me c'è malvagità e distruzione, che io in testa non ho sogni, desideri, voglia di fare, ma proprio solo fare il giusto per sopravvivere.. insomma, niente di bello cmq. è pure simbolo dei defunti e  divoratore delle anime indegne. ustica! insomma, è un problema!

ieri sono andata ad un incontro di psico-dizione (non da 'cliente', ma da osservante. perchè grazie a dio ho smesso di balbettare da quando ho 3 anni!). e mi è venuto in mente ora che quando ci troviamo in difficoltà, o quando qualcuno vicino a noi è in difficoltà, reagiamo in modi diversi: io per esempio rido. quando mio padre è caduto da cavallo (è rimasto poi 2 mesi immobile nel letto), io ridevo..come una pirla si, esatto!

bè, ora auguro un buon week end a tutti...


canna88 | commenti (3) | link


Date: mercoledì, 06 febbraio 2008
Time: 14:20
In:

mi fa ben ben incazzare dover studiare da questo maledettissimo libro di teatro di animazione. perchè è la prima volta in vita mia in cui per capire cosa c'è scritto devo usare il vocabolario ogni 3x2. io giuro che non capisco cosa ci sia scritto!!!! e nonostante l'uso del vacca, il senso delle frasi riesce a sfuggirmi lo stesso. ma poi, già è difficile, se poi le frasi arrivano a toccare le 26 righe, diventa leggermente più complesso. e che cazzo!
se penso che in questo momento c'è gente che sta morendo, che sta 'essendo' investita (brr, mi vengono i brividi per l'italiano che sto usando), che soffre come un cane, senza una casa, senza cibo, al freddo, da sola ecc, e che io mi sto preoccupando per come è scritto quel dannatissimo libro, mi incazzo ancora di più.
so che a voi non ve ne potrà fregare nulla, ma vi scrivo quella frase!! (siete liberi di saltarla pari pari
si potrebbe, anzi, tracciare una gerarchia del disvalore, proporzionale ai tratti alterati con parossistica virulenza nelle varie tipizzazioni sociali che sfilano nella parade: in questa ricorrenza sincretica, dove la festa votiva al patrono del mare si mescola al funerale burlesco del maiale squartato, e nella quale il 'lento coro nasale accompagnato dall'organo' si mescola a musichette di ebbri suonatori ambulanti e a frenetici tresconi, si va dal tavernaio 'lardoso (...)in maniche di camicia rimboccate sulle braccia' e dal macellaio 'dal rude faccione sanguigno tagliato da folte basette',entrambi degradazioni dell'archetipo figurativo di Arcadipane, all'ubriaca donnaccia 'di sconcia grassezza e violentemente imbellettata'; si sale quindi al modesto scrivano 'striminzito in un antico farsetto abbottonato' che si trascina dietro l'immancabile e penoso nucleo familiare più un amico equivoco le cui 'ghette sfilacciate lo fan parere un piccione con le zampe impennate' per raggiungere, attraverso una passerella di sereotipi [immagino manchi una t] da operetta, figurine alla Thorton Wilder, il climax della fielosa ritrattistica del gruppo più decisamente borghese, con tagli alla Grosz, tra il signor Lavaccara dotato d'una 'enorme rosea prosperità di carne che gli tremola addosso' e dalla 'faccia gargiuta stupida e volgare', circondato da una moglie non 'meno grossa, nè meno goffa e bestiale' e dalla figlia 'alta magra gialla', pronta a convulsioni epilettiche, e l'orrendo complesso costituito dall'avvocato 'obeso, rosso di pelo e lentigginoso (...)' e dal notaio 'stangone dal volto cupo (...) lunghe braccia penzolanti', cui coerentemente segue le funerea serie dei vecchi penitenti dalla 'faccia inteschiata, spettrale'.
io sarò ignorante, ma sono all'oscuro circa il significato di queste parole, e l'identità di queste persone/personaggi.
loro danno per scontato che io sappia tutto. prima di leggere questo libro dovresti studiare 20 anni, altri 568 libri, e poi magari puoi cominciare a capire qualcosa, senza sembrare una cretina in biblioteca con il vocabolario di italiano sempre aperto! e che cos'è, ci metto una vita solo ad interpretare mezza pagina.
voglio sapere quanti di voi sanno, senza cercare, il significato di:
borderò
teriomorfo
ditirambico
solipsistico
afasia
e mi fermo, perchè non ho più voglia di proseguire


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